Macchina mitologica e mobilitazione totale dell’opinione pubblica
2009 15 luglio
La sfera dell’opinione pubblica e la “macchina mitologica” – Lezione 7
Freud. La pulsione gregaria – Bergson. Intuizione, istinto, intelligenza – Sorel. Il mito – Jünger. La mobilitazione totale – La paura come macchina mitologica contemporanea.
Sessualità ed erotismo per Bataille: egli distingue nettamente tra sessualità, questione biologica naturale, ed erotismo, dimensione prettamente umana. La differenza riguarda la finalità dell’atto: l’erotismo non è servile, ha il suo fine in se stesso. L’erotismo ha qualità sovrana. La sovranità dell’esistenza si manifesta nella sua capacità di spreco, di dépense.
Abbassamento: passaggio dalla sfera dei valori riconosciuti ad un ambito che ha a che fare con ciò che è marginale e può minacciare la civiltà. L’erotismo è abbassamento, messa a nudo che ha in se angoscia e riso. Bataille pensa all’erotismo come esperienza limite, iniziazione ad un sacro che ha a che fare con l’impuro. L’erotismo è frequentazione della parte maledetta. Non è riconducibile alla dimensione funzionale. [i) L'erotismo, di Bataille: Madame Edwarda → storia dell'iniziazione al pensiero dell'eros come entrata nella zona della pulsione di morte].
Perché A, la civiltà, che è conatus essendi, ammette dentro di se “a”, pulsione incivile? Perché la civiltà non è calata dall’alto. Perché ci sia civiltà, ci deve essere una negazione con la pulsione incivile [vedi Freud, Il disagio della civiltà].
Il carnevale è un momento in cui si rovescia il mondo. Momentaneamente viene rovesciato l’ordine della vita quotidiana. Il carnevale è il tempo della trasgressione, ma di una trasgressione regolata. In molte culture, il carnevale si conclude con la messa a morte del re del carnevale. Il momento di festa permette di attingere al caos originario. Ringiovanisce ciò che è vecchio. La festa è trasgressione momentanea e regolata di interdetti che vigono nella quotidianità.
Roger Caillois (1913-1978) descrive come la festa debba mostrare delle lacune, dei vuoti. Questi sono occasioni perché la pulsione di morte trovi adeguata soddisfazione. Qui è possibile emergere senza distruggere la civiltà. François Rabelais (1490circa-1553) svolge considerazioni simili attraverso la ricostruzione dell’esperienza del carnevale. C’è consapevolezza dell’esistenza di un al di là del principio di piacere, del fatto che l’uomo non è riducibile alla dimensione della funzionalità. Nell’uomo c’è un elemento, in eccesso rispetto alla funzione, che chiede soddisfazione.
Nella festa si individua il momento essenziale della comunità: il momento della visione. Jesi dice: “Voi, Bataille e Caillois, distinguete tra festa e non festa perché non siete in grado di vedere, nelle antiche comunità, l’insieme…”
L’intuizione di Bataille è di tipo economico: lo scambio non è un fenomeno originario; il dono è più originario. Dal punto di vista metafisico, la filosofia sbaglia a porre nell’essere la parola finale. Non c’è solo conatus essendi, ma anche un conatus dépense che mira all’autodistruzione. Ci sono casi in cui l’uomo si realizza attraverso il male.
L’uomo tende all’autoconservazione non perché questa sia il fine, ma per poter accedere alla dépense. Per poter sprecare, è necessario avere qualcosa da sprecare. L’acquisizione è finalizzata all’escrezione. La produzione è finalizzata al consumo.
L’uomo non può essere ridotto alla dimensione della funzionalità. Il sogno borghese [ma anche socialista!] di ridurre gli uomini a produttori/lavoratori non esaurisce l’uomo e ne lascia fuori l’essenza. Nella sfera religiosa e del mito viene celebrato l’altro tipo di uomo. Vige l’eterogeneità dell’uomo, rispetto all’omogeneità della produzione.
“Benché le parole si approprino in noi di quasi tutta la vita (…) sussiste in noi una parte muta, nascosta, inafferrabile”. La verità si dà proprio in ciò che eccede il sistema, in un flusso emotivo che può passare da un uomo all’altro connettendoli in una «comunicazione intensa», come ad esempio fanno l’ilarità, l’angoscia, l’eccitazione erotica.
La Critique Sociale è una rivista che accoglie dissidenti comunisti e dissidenti surrealisti. Nel 1930 il fascismo c’è già da 8 anni. Nel 1917 c’è stata la rivoluzione russa. Nel 1924, anno della morte di Lenin, la rivoluzione russa manifesta una curiosa trasformazione in senso totalitario; da momento di emancipazione e felicità ad un clima para-fascista. Nel ‘24 Lenin viene imbalsamato, rituale che mostra che la società sovietica è pervasa da movimenti che hanno poco a che fare con il moderno. E’ un rituale che ha a che fare con il tentativo di riattivare la macchina del mito. Gli scrittori di La critique sociale ne sono consapevoli e, per questo, sono usciti dal PCI e se ne sono dissociati. Queste persone si chiedono come e perché sia possibile quello che sta accadendo. Come poteva, il fascismo, ottenere tale consenso?
Nel 1933 Bataille pubblica un articolo intitolato La struttura psicologica del fascismo, nel quale sostiene la tesi che l’unità del fascismo si trova nella sua struttura psicologica, non nella struttura economica. Non nella dialettica tra forze produttive e rapporti di produzione. Bataille utilizza, dunque, categorie psicanalitiche. E’ individuando il nocciolo di godimento, al di là del principio di piacere, che il fascismo può soddisfare che si capisce la natura del suo contagio.
Nel 1933 il mondo diventa nazista attraverso un contagio mimetico, contagio che, nel giro di pochi giorni, ha trasformato la Germania in un inferno nazista. [rif. L'invasione degli ultracorpi]
Il problema è capire l’origine del contagio.
Bataille distingue eterogeneo ed omogeneo. Eterogeneo è presenza di un elemento estraneo all’ordine della civiltà, un elemento maneggiato dalle religioni. Questo elemento è la dépense.
La società capitalistica persegue il mito dell’omogeneità, della riduzione sistematica dell’uomo a funzione della produzione. Marcuse, nel 1955, in Eros e civiltà parla del dominio incondizionato del principio di prestazione: riduzione dell’essere umano alla dimensione del lavoro, della produzione. La società borghese si costituisce in contrapposizione al principio della dépense. Max Weber fonda il capitalismo nell’ottica protestante (sii un buon lavoratore), opposta all’ottica dello spreco.
Il godimento è principio inestinguibile che trova dei canali per esprimersi. Bataille: “alla parte eterogenea appartiene la dimensione del sacro”, che ha a che fare con la pulsione di morte. Il sacro è al contempo puro (trascendente) e impuro. La parola sacro si usa sempre in due sensi: l’alto e il basso, il nobile e l’abietto. L’impuro è sacro, sebbene un sacro di altra natura.
Bataille: “Al di fuori delle cose sacre, il mondo eterogeneo comprende l’insieme dei risultati della dépense improduttiva: tutto ciò che la sacralità omogenea rifiuta. Sono i prodotti di escrezione del corpo umano, (…), l’inconscio, gli elementi inassimilabili dalla società, le folle [folla: nuovo soggetto politico. La folla è eterogenea perché la sua vita psichica è dominata da pulsioni inconsce., vedi Freud 1922], le classi guerriere e aristocratiche, i miserabili (il sottoproletariato), violenti, pazzi, poeti, mestatori, il fallito (colui che non si lascia funzionalizzare)”. i) Questa è la composizione delle squadre fasciste.
i) Voce “fascismo” della Treccani, nella parte sul fascismo movimento: “Il nostro è il tempo delle masse. Il fascismo è l’espressione di questo nuovo tempo”. La folla diventa soggetto politico con la rivoluzione francese.
“Il modo d’essere dell’eterogeneità è affettivo e si riproduce attraverso il contagio”. “La violenza, l’eccesso, il delirio e la follia caratterizzano gli elementi eterogenei. (…) Si riproducono rompendo le leggi dell’omogeneità sociale”.
Il più grande partito socialdemocratico d’Europa, quello tedesco, scompare in di pochi mesi. Quella che avviene è una trasformazione antropologica. “L’esistenza eterogenea è il totalmente altro, l’incommensurabile”. Il modo d’essere dell’eterogeneo lo ha descritto Freud parlando dell’inconscio. L’eterogeneo è ciò che è contrario al principio della civiltà. E’ lavorando sull’eterogeneità che è potuto emergere il fascismo.
Bataille individua come costitutiva delle folle un’eterogeneità di fondo, che è la pulsione di morte di Freud.
-- Torna all'indice delle lezioni
Entry Filed under: Arte e cultura, Mitologia, Opionione Pubblica. Tag: Bergson, Callois, comunismo, contagio mimetico, dépense, fascismo, festa, Freud, Jünger, Jesi, Marcuse, Mitologia, mobilitazione, morte, paura, pulsione, Sorel.
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed